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Text and critics |
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Alessandro Chiodo |
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L’Uomo Nuovo di Alessandro Chiodo Simona Bertagna
Atmosfere oniriche, quasi metafisiche, suggestioni simboliste, toni surreali, intensità cromatica espressionista; ad una prima occhiata si potrebbe cedere alla tentazione di rintracciare nell’opera di Alessandro Chiodo derivazioni di grandi movimenti del passato.
Non ritengo opportuna tale via; come non ritengo opportuno tentare di inserire la sua opera entro i confini di una qualche corrente contemporanea.
Il suo figurativismo allegorico è del tutto esclusivo; Chiodo è un artista che possiede una propria cifra stilistica, una propria poetica, conquistate attraverso un complesso percorso esistenziale ed artistico.
La sua ricerca, intensa analisi sull’uomo e sulla sua condizione, raggiunge, con queste tele, una tappa importante; sintesi e, come tale, superamento delle opere precedenti, questi lavori racchiudono tutta l’esperienza dell’artista.
Attraverso la sua opera, Chiodo ci parla dell’uomo, sicuramente dell’uomo contemporaneo, ma non solo. La sua analisi va oltre, si spinge ad indagare quello che è l’essere umano in senso assoluto, quella che è l’essenza della sua condizione.
Sebbene la figura umana sia solo un elemento della composizione, è su di essa che l’artista concentra il suo interesse.
Lo spazio, privo di piani, di punti di riferimento, privo di limiti, si espande e si dilata all’infinito. L’ambiente avvolgente, indeterminato è, al tempo stesso, cielo in cui si affaccia la luna, mare in cui si riflettono i rilievi, l’animo umano, in cui affiorano e si accostano pensieri, paure, emozioni. Uno spazio insondabile come gli abissi marini, la volta celeste e l’animo dell’uomo, costruito attraverso il colore. L’ampia pennellata, fluida e continua, crea curve, spirali, forme ondulate che rimandano all’eterno, all’infinito; ne deriva il senso di un continuo divenire, un perpetuo, costante, ininterrotto fluire che è il fluire del mondo, degli eventi e dei pensieri umani.
Tale concezione spaziale risulta indicativa per comprendere la visione che l’artista ha sviluppato dell’esistenza.
L’essere umano riconquista una collocazione nell’universo, un suo ruolo all’interno del mondo.
E’ venuto meno l’intimismo che caratterizzava alcune opere precedenti, l’uomo è collocato in una nuova dimensione, fatta di apparizioni improvvise: elementi naturali, simboli, figurazioni astratte che rappresentano la realtà concreta ma anche interiore, fatta di inquietudini, passioni, paure. La composizione si inserisce in uno spazio fisico e mentale, esteriore ed interiore, natura e mente. La volontà dell’artista è diretta ad indagare l’uomo contemporaneamente in relazione al mondo ed alla propria interiorità. L’individuo è immerso nel caos della realtà che lo circonda e nel caos del proprio io, esposto a sollecitazioni che vengono dall’esterno e dall’interno.
Le figure appaiono tuttavia meno tormentate rispetto al passato, i volti, talvolta sorridenti, altre volte tesi, assorti o angosciati, presentano una gamma di condizioni e stati d’animo; talvolta sono trasfigurati, prendono le sembianze di statue, la testa è come spezzata dal corpo, danneggiata come un reperto archeologico, l’uomo e l’arte nella medesima condizione, esposti alla corruzione del tempo e del mondo.
Malinconia, inquietudine e paure non vengono meno, non smettono di tormentare l’uomo, ma la solidità con cui le figure sono costruite ci rivela che ora l’uomo si impone sulla realtà che lo circonda.
In questa fase l’artista non rappresenta una condizione umana diversa, ma una diversa condizione psicologica, un rinnovato atteggiamento, un uomo che, cosciente più che mai della complessità dell’esistenza, l’accetta e ne prende parte. È un individuo che non si sottrae al mondo, ma si impone su di esso, riafferma se stesso, non è un uomo sereno, ma un uomo consapevole.
I protagonisti di queste opere sono attori che si impongono sulla scena anche quando appaiono come maschere tristi, malinconiche.
L’essere umano rimane per l’artista in balia del mondo, ma accetta la sfida.
Anche la tecnica testimonia un minor senso di inquietudine, la pennellata è meno tirata, è più fluida, distesa, un gesto pittorico meno aggressivo, sofferto, anche se deciso. Come decisi sono i colori, forti ed energici.
La scelta cromatica possiede una forte valenza simbolica.
Significativa la predominanza del blu; simbolo di quiete, tranquillità e riflessione, il blu rappresenta al tempo stesso lo spirito, lo spazio infinito, le grandi profondità del mare e del cielo.
La valenza espressiva del colore emerge inoltre dall’accostamento tra la serenità di tinte quali blu, viola e malva, e la passione, l’aggressività di giallo, arancione e rosso. Tale contrasto infatti, esprime quella conflittualità, quell’eterna lotta, che è l’essenza della condizione umana.
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